PAL (Paesaggi agrari locali)

La proposta metodologica del Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio tiene conto delle risultanze delle attività di ricerca condotte

Pascolo collinare arborato nel Marghine

Pascolo collinare nel Marghine

  • a livello europeo (Programma Cultura della Commissione Europea, progetto Eucaland – Cultura europea espressa nei paesaggi agrari– riconosciuto dalla Convenzione del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e dalla Convenzione Europea sul Paesaggio del Consiglio d’Europa)
  • e nazionale (MiPAAF, Piano Strategico Nazionale 2007-2013; MiPAAF, Il ruolo del paesaggio all’interno dei Programmi di Sviluppo Rurale 2007-2013), in linea con quanto disposto dal DM MiPAAF n. 17070 del 19 novembre 2012, relativo all’istituzione dell’ “Osservatorio Nazionale del Paesaggio rurale, delle pratiche agricole e conoscenze tradizionali” e del “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali”

e condivide come passaggio indispensabile, ma non sufficiente e necessitante di successive integrazioni, l’approccio metodologico che Agnoletti (http://landscapeunifi.it/it/) così riassume: «Il paesaggio [rurale] di una determinata area può essere considerato come un mosaico composto da tessere contigue, caratterizzate ognuna da un diverso uso del suolo. L’uso del suolo (UDS) diventa quindi l’elemento base del paesaggio, il quale viene quindi descritto e valutato a seconda delle caratteristiche della struttura complessiva e di quella interna di tale mosaico. Trattandosi di paesaggi fortemente influenzati dall’attività antropica, quali sono quelli tipici in Italia, per analizzare il più attentamente possibile gli ordinamenti colturali, la trama del mosaico ed i cambiamenti di cui questi sono stati oggetto con il passare del tempo, è necessario che l’analisi abbia un livello di dettaglio elevato, che riesca quindi ad individuare il maggior numero di usi del suolo.».


Proposta metodologica DipNeT